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LUIGI TORSELLO

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the artist

Luigi TORSELLO è nato in Alessano (LE) nel 1959.

Vive e opera nel bellissimo borgo di Specchia (LE).

Pittura, Scultura, Grafica, Ceramica, Poesia & Narrativa.

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Cell.: 3335262691
 

E-mail: luigitorsello@alice.it

 

 

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Narrativa e poesia

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SEMPLICI EMOZIONI

luigitorsello.it @ All Right Reserved 2020 | Sito web realizzato da Flazio Experience

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Libro aquistabile sulle maggiori piattaforme editoriali e nelle librerie fisiche:

La Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, IBS, Libraccio, Libreria Universitaria, Hoepli, Amazon.

È anche acquistabile in formato e-book.

TorselloSemplici24-9-2020

ANNO: 2020      GENERE: Poesia      PREFAZIONE: Francesco GAZZÈ

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La mia video presentazione

 

 

(clicca sull'immagine per vederla)

FRANCESCO GAZZÈ SCRIVE LA PREFAZIONE

DI

SEMPLICI EMOZIONI

 

 

TESTO DELLA PREFAZIONE

 

Tutte le emozioni sono semplici, per definizione. E non possono certo essere altro che così, le emozioni, nate proprio con l’unico scopo di accompagnare leggiadre tra le pieghe dell’universo i viaggi formidabili di certi esseri altrettanto semplici e sbigottiti che beatamente, in principio, bastavano a loro stessi senza alibi, senza scuse da inventare; fin quando un brutto giorno questi esseri meravigliosi e perfetti non hanno deciso all’unisono di complicare tutto ed evolversi. Da lì sono cambiate le prospettive, è arrivato il futuro remoto, s’è rovesciato il mondo. E siamo arrivati piano piano, passo dopo passo, giorno dopo giorno, generazione dopo generazione al macchinoso, meschino, difficile individuo che è quello di oggi. Le sole, però, a restarci accanto pressoché identiche fin dall’alba dei tempi, le sole a dare una parvenza di senso compiuto alle nostre piccole vite altrimenti inspiegabili e senza un verso sono rimaste proprio quelle, le emozioni, a ricordarci che siamo tutti nati semplici, come loro, per definizione.

Lo sa bene Luigi Torsello; perché lui le emozioni le conosce eccome, le insegue da sempre come i bambini inseguono le farfalle, correndo incontro a perdifiato fino a quando quelle non spariscono dentro un fiore, dietro certe piante o da qualche parte in mezzo al cielo. E lo sa, Luigi Torsello, che nessuno l’ha ancora inventata la maniera buona per trattenerle a sé come un possesso; perché le emozioni sono di tutti e di tutti restano, incalcate negli occhi della gente o annidate in qualche posto profondissimo nei paraggi del cuore; da lì non le schiodi. E lo sa, Luigi Torsello, che parole buone per catturarle non esistono… neanche le sue.

Ma ciò che le sue fanno è tanto: per esempio, fanno rimanere fanciulli, / sempre, / rincorrendo quelle farfalle / che mentre volano / non hanno paura / di cadere (Inseguire i sogni), fanno danzare a piedi nudi, / con una veste trasparente, / lanciando sorrisi misti a urla / fermati a denti stretti (Bellezza velata), fanno vivere con affetto / tutto ciò che ci circonda / perché tutto appartiene alla nostra anima (Senza fiato), fanno tirare avanti, a barra diritta, / cercando di non girarsi né a destra / né a sinistra, né tantomeno indietro (La mia ragione), fanno cercare il vento propizio / capace di spingerci oltre le dune del deserto / per poter vedere altri orizzonti (Il giusto biglietto), fanno pensare il mondo, ora, / solo come un palcoscenico, / fatto però di drammi reali, / con omini vestiti a seconda delle scene / e con trucco assai marcato (Il teatro della vita), fanno scegliere di voler bene a tutti, ogni giorno, / per non morire dentro, mai (Scorciatoie), fanno aprire squarci, / come riflessi nell’acqua / che fanno intravedere paesaggi (Venti primaverili), fanno cercare quei passi / che riescono a seguire / il ritmo dei nostri, / per tentare […] di farli esistere / veramente (Con lenti passi).

Emerge, così, in modo alquanto palese, sia che si parli di irrazionali fobie, sia di silenzi complicati, di reale innamoramento, di sorrisi d’altri tempi, di campane interiori, di disperata rassegnazione, di vite imbronciate, sia che si parli di tenersi (semplicemente) per mano, questa  silloge oltremodo schietta, trasparente, essenziale e del tutto priva di certi artifizi estetici tipici di quei poeti barocchi che hanno il tempo e la voglia di indagare, chissà per quale motivo, blandizie ornative pleonastiche e per nulla funzionali, sembra al contrario nutrirsi appieno del suo stesso titolo: semplici emozioni che piano piano, passo dopo passo, giorno per giorno,  generazione dopo generazione, hanno come istoriato l’esistenza intera di un poeta con l’uomo dentro, di un autore intenso e prolifico che ha fatto dell’arte, in tutte le sue infinite forme, ragione di vita.

Buona lettura.

INTERVISTA A LUIGI TORSELLO,

CHE PRESENTA IL SUO LIBRO DI POESIE

"SEMPLICI EMOZIONI"

ALETTI EDITORE

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Semplici emozioni”? Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Luigi Torsello: Incomincio con il dire che le emozioni sono in parte naturali e in parte culturali, nel senso che il modo con cui ciascuno di noi si emoziona dipende dalla formazione delle due mappe che vengono create nell’individuo nei primissimi anni di vita: la prima è la mappa cognitiva e la seconda è la mappa emotiva, che si realizzano definitivamente, ci dice Sigmund Freud, nei primi sei anni di vita. Le neuroscienze, oggi, sono più severe e ci raccontano invece che queste due mappe indispensabili per il vivere si realizzano definitivamente nei primi tre anni di vita e determinano il nostro IO, che certamente nel corso della vita viene arricchito dal vivere quotidiano ma che sostanzialmente rimane “ingabbiato” inconsciamente nel modo dal livello di pensare che queste due mappe hanno raggiunto con l’educazione ricevuta e che hanno determinato, in modo definitivo, il processo che porta a “vedere” e a “sentire” il mondo e noi stessi. La prima mappa, quella cognitiva, ci porta a “vedere” in un certo modo il mondo, mentre la seconda, e cioè quella emotiva, ci fa “sentire” la risonanza emotiva che gli elementi del mondo, gli altri e le nostre azioni ci procurano, portandoci a reagire e interagire in un certo modo anziché in un altro.

Entrambe le mappe contribuiscono, come detto, allo sviluppo del nostro IO, e quindi alla nostra personalità.

Poi, c’è da dire che l’uomo non nasce, come gli animali, con gli istinti, che sono le risposte esatte e codificate agli stimoli esterni, tant’è che mentre gli animali già dalla loro nascita sanno cosa fare anche senza l’apporto educativo dei genitori, perché i loro istinti sono codificati nel loro DNA, gli esseri umani hanno bisogno di un lunghissimo e complicatissimo processo educativo. Poi, bisogna sapere che l’uomo è costituito essenzialmente da due importanti soggettività: l’IO e l’inconscio, il primo è quello che ho descritto mentre il secondo è la sede delle pulsioni, praticamente due: la sessualità e l’aggressività, e tutto ciò che non è la ragione, e sono in netta contrapposizione tra di loro e si scontrano in modo deciso.

L’IO, quindi, viene costruito con il lungo processo educativo e determina la ragione, decisiva per cercare di tenere a bada l’inconscio e quindi anche le pulsioni e le emozioni.

Qui, naturalmente, non voglio, per serietà e correttezza, fare un trattato di psicoanalisi, psicologia o filosofia in quanto non sono né uno psicanalista, né uno psicologo e né tanto meno un filosofo.

Quanto detto, solo per significare che chi è stato educato, per esempio, secondo i dettami della cultura cristiana, o della cultura musulmana, o della cultura ebraica, o della cultura orientale o di altre culture si emoziona in modo diverso a seconda della propria appartenenza, come pure all’interno di una stessa cultura l’ambiente nel quale si vive gioca un ruolo fondamentale per determinare il modo di emozionarsi, proprio perché le emozioni sono in gran parte il risultato del processo educativo.

È per questo motivo, quando ci riesco, che per far arrivare le mie emozioni privilegio il modo di scrivere le mie poesie quasi con le regole e le intuizioni dei mezzi della comunicazione visiva, perché è risaputo che un’immagine arriva prima di una spiegazione o di una descrizione, è più immediata. Regole che un po’ conosco per aver frequentato le scuole d’arte.

Sottolineo, quindi, che i comportamenti relativi alla sensibilità, all’indifferenza, all’altruismo, alla violenza, all’interagire con gli altri sono il frutto del come sono state costruite le due mappe, precedentemente citate, frutto dell’educazione ricevuta dall’ambiente in cui si è vissuti nei primissimi anni di vita e si vive.

Da questo e dall’osservazione attenta e continua del mondo che mi circonda nascono le mie poesie, poesie che sicuramente preferisco al romanzo e al racconto, che pure ho scritti, perché con la poesia riesco a proporre con più immediatezza agli altri le mie emozioni, che ho vissuto in un certo particolare momento… appunto, SEMPLICI EMOZIONI (e, decisamente, non emozioni semplici).

 

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Luigi Torsello _ La realtà che mi circonda incide in modo significativo, tant’è che non di rado mi capita di scrivere le mie poesie con lo smartphone, esattamente nel momento in cui colgo quel “là” che mi permette poi di passare al lettore l’emozione che ho colto e vissuto in quel preciso momento.

 

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Luigi Torsello - È una bella domanda: il poeta scrive anche per lasciare testimonianza nel tempo e, a volte, lo fa soprattutto in modo inconsapevole, sia per riconoscere la propria orma e sia per rassicurare se stesso di essere vissuto veramente.

In questo volume, per esempio, si possono trovare ben due poesie relative alla mia percezione che ho avuto degli uomini che si stanno confrontando con la pandemia del Covid 19, ancora in atto, una delle quali scritta in terzine, lunga quasi sei pagine, scritta proprio nel periodo di lockdown, proprio per testimoniare il particolare periodo, ed è stata “costruita” da me sugli appunti che in modo quasi frenetico scrivevo con lo smartphone quelle volte che necessariamente dovevo uscire per portare a spasso il mio cane oppure per reperire l’indispensabile per poter sopravvivere, ed entrambe oggi risultano, a mio parere, quasi profetiche, perché sono riuscite (cosa non molto difficile per la verità) a cogliere in anticipo il risultato che l’oggi ci mostra essere corretto e del quale tutti, e sottolineo tutti, ne siamo responsabili.

 

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito “Semplici emozioni”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Luigi Torsello - Tutte le emozioni “sentite” da me e trasmesse con i miei libri sono sicuramente di eguale favore, con la naturale differenza dell’essere state “sentite” da me in circostanze e modi differenti.

Quindi, per questo motivo ci tengo a ringraziare pubblicamente Francesco Gazzè (che ha scritto la prefazione del libro SEMPLICI EMOZIONI) perché essendo anche lui un grande poeta e un grande paroliere della canzone italiana ha ben saputo cogliere quegli aspetti più stimolanti del libro e le emozioni che con più intensità sono riuscito a trasmettere, avendo ben presente, io, che ciò che arriva al lettore non sempre può essere coincidente con quello che, in questo caso il poeta, ha voluto trasmettere. Quando questa coincidenza accade quello scritto diventa poesia, diventa vera poesia perché è riconosciuta dagli altri come tale perché, come ben ci illustrano i filosofi, il valore delle cose che facciamo viene dato dal riconoscimento delle stesse dagli altri e che quindi quella poesia, probabilmente, rimarrà “scolpita” nel tempo.

 

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Luigi Torsello - Mi piace leggere tutti quei poeti e scrittori che hanno saputo indagare e indagano la propria società e l’animo umano come Pasolini, Moravia e i filosofi che sono riusciti e riescono a trasmettere lo spaccato sociale e culturale del proprio tempo e che hanno saputo correttamente, oserei dire se non profeticamente ma intuitivamente, anticipare ciò che sarebbe successo nel tempo futuro.

 

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?

Luigi Torsello - Io mi sono diplomato al Liceo Artistico Statale di Lecce nel 1979 e già lo stesso anno ho organizzato e realizzato la mia prima personale di pittura e grafica. Quindi ho avuto un’educazione artistica, e già in quel periodo, per esempio, ho iniziato a sperimentare e ricercare il mio specifico e personale modo di comunicare, cercando di realizzare una sintesi di tre grandi movimenti artistici dell’arte contemporanea: l’arte materica di Alberto BURRI, l’arte spaziale di Lucio FONTANA e l’arte concettuale di Vassilly KANDINSKY, certamente filtrate dal mio costruito personale, poi mi sono anche innamorato della ceramica perché ha in sé il senso pittorico e il senso plastico insieme e, vivendo a Roma, ho frequentato molte botteghe d’arte ceramica sia a Roma e sia a Deruta (PG), considerata la città della ceramica, e nel 2004, insieme a mia moglie (anche lei artista), abbiamo costituito l’Associazione Artistico-culturale (no profit) TB ARTE, che mi ha permesso di entrare in contatto con tantissimi artisti che mi hanno fatto ancor più crescere artisticamente e culturalmente, tant’è che nel 2006 ho organizzato e preso parte insieme a 17 di loro, che facevano parte del mio progetto “Il paniere degli artisti”, alla collettiva di pittura e ceramica alla quale ho dato il titolo – materie a confronto – e l’ho realizzata a Palazzo Barberini a Roma, presso il Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia. Questo per sottolineare il mio modo diversificato con il quale riesco a raccontare e a comunicare le mie emozioni, a seconda del come il mio stato emotivo temporale le “sente” e sente di poterle esprimere meglio, trasmettendole indifferentemente con i vari mezzi di comunicazione, che per formazione ho a disposizione. Rifacendomi al libro SEMPLICI EMOZIONI, infatti, sovente si possono leggere poesie che creano quasi visioni pittoriche, emozioni che quasi portano il lettore “viverle” e a “sentirle” in prima persona, dall’interno, consapevole però che ciascuno le vive e le percepisce in relazione al proprio bagaglio culturale e sensoriale.

 

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Luigi Torsello - In questo periodo confesso di leggere poco perché ho scritto e pubblicato negli ultimi sei anni ben dodici libri, con SEMPLICI EMOZIONI, in tutto 20, dei quali due romanzi e una raccolta di racconti brevi, e ne ho pubblicati 18. Come dicevo, devo confessare che ultimamente non leggo molto ma vivo di rendita per averlo fatto tantissimo in passato. Il messaggio che desidero portare, cogliendo l’occasione che mi viene data con questa intervista, a chi come me scrive e a chi legge, è quello che bisogna leggere tantissimo, per poter costruire quelle difese culturali che ci permettono poi discernere. Non che ora non continui ad aggiornarmi, ma in questo periodo più che leggere mi piace soprattutto ascoltare conferenze (sfruttando la tecnologia) che mi permette nei momenti liberi di continuare la mia formazione. Per tornare alla domanda, quei pochi libri che leggo riguardano la filosofia, la psicologia, la storia e l’arte e tutte quelle letture che trattano dell’uomo e che mi permettono di comprenderne il suo percorso umano, psicologico e spirituale.

 

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Luigi Torsello - Non è importante questo per me, tant’è che i miei libri si trovano sia in formato cartaceo e sia in formato e-book, perché il libro è il prezioso testimone e contenitore della conoscenza umana, il mezzo che ci permette di leggere può essere dato dal ritmo della vita di chi lo fa, e se certamente il libro cartaceo sembra dare il senso compiuto finale del percorso di uno scrittore o di un poeta certamente non si può però perdere di vista il mondo in cui viviamo, il mondo della tecnologia, che deriva dalla tecnica, la cui razionalità contiene solo due elementi: l’efficienza e la produttività, e gli apparati tecnologici che seguono questi due principi ci permettono, se lo vogliamo, di avere al seguito, per esempio nello smartphone, nel tablet o altro apparato che ne consente la lettura un intero scaffale di libri. Avendo capito questo già negli anni 2003-2005 ho frequentato diversi corsi di informatica, compreso un corso di web designer che mi ha dato le conoscenze necessarie per realizzare e curare il sito della mia associazione, impostandolo e seguendolo secondo il mio modo di pensare.

Quindi, concluderei dicendo che scelgo il mezzo che mi dà la possibilità di leggere o apprendere a seconda del ritmo che in quel momento vivo. Poi, quest’anno ho approcciato, almeno per la poesia, il percorso della video poesia, che mi consente di trasmettere al lettore, questo per il web, oltre le parole scritte anche il ritmo e il senso con il quale ho scritto le poesie, trasmettendogli con più efficacia e correttezza le mie emozioni. In poche parole, facendo leggere e ascoltare al tempo stesso la mia poesia con lo spirito con il quale io l’ho concepita.

 

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Luigi Torsello - Il mio rapporto con la scrittura è sempre stato inteso come ricerca, un mio arricchimento personale e culturale, nel senso che osservo tutto ciò che mi circonda avendo fatta mia l’idea che la poesia è già intorno a tutti noi e che bisogna solo avere la giusta sensibilità per catturarla, e poi facendo continuamente a me stesso e agli altri le stesse domande filosofiche che in fondo tutti ci facciamo, atte ad indagare la nostra realtà, i suoi mutamenti, le sue potenzialità e le sue fragilità, così come il capirne il cambiamento anche del modo di “sentire” il mondo che ci circonda, osservandone gli sviluppi e soprattutto cercando di cogliere i diversi modi di approcciarsi degli uomini agli elementi che lo costituiscono, calati nelle rispettive realtà piene di contraddizioni. È un continuo confronto tra il mondo che mi circonda ed il mio bagaglio culturale ed emozionale, il cui risultato cerco poi di esternare con i mezzi della scrittura, o con la pittura, o con la ceramica, o con la grafica o con la scultura, proprio i mezzi idonei che mi permettono di comunicare.

 

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Semplici emozioni”, se non lo avesse scritto.

Luigi Torsello - Comprerei il libro SEMPLICI EMOZIONI dopo aver letto quello che ha scritto l’autore nella quarta di copertina; poi, comprerei il libro perché viene presentato da un grande poeta e paroliere della canzone italiana, Francesco GAZZÈ, che di emozioni ne ha regalate tante, portate al successo dal fratello Max GAZZÈ, e perché in un mondo dominato dalla tecnica leggere di emozioni è sempre un rifocillare il proprio mondo interione, sempre più sconvolto, impoverito e messo all’angolo da una società nichilista, nichilismo che fa la sua comparsa con Turgenev già nel 1800 ma che è diventato tematico con Nietzsche che lo definisce splendidamente con tre specifiche mancanze: lo scopo, il perché e la svalutazione di tutti i valori, quest’ultima più che una mancanza un cambiamento, poco significativo in quanto i valori non sono dei dogmi ma sono solo dei coefficienti sociali adottati dalle civiltà o da gruppi per ridurre al minino la conflittualità tra gli uomini, e che quindi possono mutare senza che per questo si fermi la storia.

 

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione?

Luigi Torsello - Ne scriverò certamente.

Nel frattempo mi piace comunicare che è in lavorazione presso la Casa Editrice Aletti Editore (in fase avanzata) il volume di poesie dal titolo ONDE DELLO STESSO MARE, con la prefazione di Hafez HAIDAR, di origini libanesi, docente all’università di Pavia e grandissimo uomo di cultura, come anche straordinario traduttore di scrittori arabi (anch’egli, tra le altre cose, poeta di notevole spessore e che ha pubblicato numerosi libri e bestseller per Mondadori, Rizzoli, Piemme, Fabbri Editore, e altre case editrici: scritti, i suoi, che hanno portato numerosissimi premi e riconoscimenti. Tra le sue traduzioni importanti mi piace ricordare LE MILLE E UNA NOTTE del grande poeta e scrittore libanese Khalil Gibran, libro tradotto per Mondadori).

Inoltre, mi piace ricordare le sue due candidature al Premio Nobel per la Pace nel 2017 e al Premio Nobel per la Letteratura nel 2018. Il libro ONDE DELLO STESSO MARE sarà nei maggiori store e librerie fisiche in formato cartaceo ed e-book quasi sicuramente prima della fine del 2020. Ancora, ho completato proprio in questi giorni un altro volume di poesie dal titolo COMUNITÀ DI SOLITUDINI che, ragionevolmente, salvo risvolti ancor più negativo della pandemia, pubblicherò nel primo semestre del 2021, con il quale festeggerò i miei 20 libri pubblicati.

 

"Semplici emozioni" di Luigi Torsello- Aletti Editore

Collana "I Diamanti"

Prezzo di copertina: € 12,00

ISBN 978-88-591-6683-2

Disponibile anche in eBook

Con prefazione di Francesco Gazzè

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