LUIGI TORSELLO

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sull'autore

Luigi TORSELLO è nato in Alessano (LE) nel 1959.

Vive e opera nel bellissimo borgo di Specchia (LE).

Pittura, Scultura, Grafica, Ceramica, Poesia & Narrativa.

Luigi TORSELLO è nato in Alessano (LE) nel 1959.

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Cell.: 3335262691
 

E-mail: luigitorsello@alice.it

 

 

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POESIA

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FRA I MURI DEL SALENTO

 

 

 

luigitorsello.it @ All Right Reserved 2020 | Sito web realizzato da Flazio Experience

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Il libro acquistabile nei siti

La Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, IBS, Libraccio,Ebay, Libreria Universitaria, Hoepli, Amazon, Youcanprint.

È anche acquistabile, a breve, in formato e-book.

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ANNO: 2024      GENERE: Poesia      PREFAZIONE: Alfredo De Giuseppe

IN COPERTINA UN LAVORO DELL'ARTISTA STREET ART LA PUPAZZA

DAL TITOLO IL LAMPIOLIMONE

La Pupazza, è una talentuosa artista street art Salentina, nata a Tricase (Lecce), laureata al DAMS di Bologna, che opera fin dal 2008 nell’ambito della street art.  Il suo stile è unico e riconoscibile: un’arte originale, onirica e magica, come definita dai maggiori critici italiani. I murales e le opere sono psichedelici e raccontano di un mondo che comunica la sua gioia di vivere fatto di oggetti che sorprendentemente si trasformano. Un’artista nota in varie città d’Italia e d’Europa, essendoci sue opere anche a Berlino, Londra, Düsseldorf, Parigi, Amsterdam.    Così si racconta l’artista:    «Da piccola nel letto, prima di addormentarmi,   muovevo  il  dito   a   mezz’aria,  dise- gnando anche per ore». Oggi mio padre mi racconta che mi guardava incuriosito e mi chiedeva cosa stessi facendo. «Sto disegnando non lo vedi?»  rispondevo   con   un  tono  per- plesso, come se chiunque potesse vedere tutte le figure che il mio dito tracciava nel vuoto. Oggi, come allora, vivo intensamente quei momenti, quando dipingo sono letteralmente immersa e sento di entrare a far parte quasi fisicamente di quei posti magici. Le brocche umane, i macinini che trasformano le rose in fragole e le piramidi in grattacieli, il sugo che diventa vino, il piatto di pasta asciutta che capovolto diventa una donna che si chiama Asciutta Pasta. Spesso nei paradossi ho trovato la verità. E poi il mondo visto al contrario è più bello.

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La mia video presentazione.

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DALLA QUARTA DI COPERTINA

 

Il ritorno alle mie origini, cosciente che ogni avvenimento viene vissuto da ciascuno di noi attraverso il personale percorso di crescita, che ne determina la consapevolezza.  Il mio viaggio identitario, che spero stimoli il lettore a guardare con occhi diversi dentro e fuori di sé.

 

Spesso affrontiamo la vita guardandola con i pregiudizi inculcatici o maturati in contesti ideologizzati.  Diffidiamo sempre di noi stessi quando alziamo steccati, perché questo significa che la nostra curiosità sta cedendo il passo alla banalità.

 

 

 

 

 

 

 

 

PRESENTAZIONE DELL'AUTORE

L’uomo dovrebbe comprendere che le politiche manipolatorie di pochi (che usano i molti), ogni giorno con strategie sempre più sofisticate e molto spesso lontane dal reale, hanno sempre dei retroscena prioritari indirizzati al denaro e al potere, che considerano non come il mezzo ma come il fine.

Questo porta l’uomo, inevitabilmente, alla disumanizzazione.

 

La natura, come il vivere, sono espressioni meravigliose?

 

«Ebbene sì, ma solo per chi è in grado di "sentire" la linfa che scorre nelle piante che sanno sopravvivere sugli scogli in riva al mare».

 

Anche l'uomo lo sa fare?

«Sì, ma solo quando abbandona la logica del possesso, dell'egoismo, dell'egocentrismo e del nichilismo, e solo quando entra nella consapevolezza che è indispensabile il confronto e non lo scontro».

 

Anche l'intelligenza artificiale, che dovrebbe aiutare l'umanità, per la quale i ricercatori stanno correndo in modo sbalorditivo per la sua realizzazione (finanziati dai pochi), sembra un assalto alla diligenza. Sono certo che sarà addomesticata da quei pochi, per la solita filosofia predatoria del lupo e dell'agnello.

 

Luigi Torsello

NOTIZIE SU ALFREDO DE GIUSEPPE

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Alfredo De Giuseppe è nato nel 1958 a Tricase (Lecce), dove vive. Ambientalista, attivo nel campo agroalimentare, da sempre collabora con giornali e riviste ed è stato direttore del mensile «Nuove Opinioni». Personaggio eclettico,  impegnato  nella  promozione culturale e resiliente della sua terra, ha pubblicato con vari editori libri di saggistica, narrativa, poesia e ha diretto documentari, tutti girati nel suo Salento. Attualmente  è  anche  Presidente  dell’Associa- zione Culturale LAAD (Libera Associazione Artisti Dispersi) con sede in Tricase.

 

Tra i suoi libri pubblicati ricordiamo:

 

2000 - A volte bisogna scrivere

2001 - Ore otto sotto l’orologio 

2006 - Best, sindaci e farfalloni

2007 - Come un autunno

2009 - Spesso un paese

2010 - Chiuso in un ego alternativo

2011 - Stagioni mediane

2015 - Tramonti di tramonti

2017 - Anni di getto

2020 - Pensieri duraturi del niente

2021 - Oltre le mie colonne

2022 - Annibale, Vito e altri come noi

2023 - Solo uomini soli.

 

TESTO DELLA PREFAZIONE

 

 

Conoscevo da pochi giorni Luigi Torsello quando mi ha proposto il testo di «Fra i muri del Salento». Lui era stato per decenni lontano dal Salento, aveva pochi contatti e si presentava con un’aria dolce, mite e pensierosa che da subito mi aveva incuriosito. Mi ha raccontato che aveva passioni di vario tipo, dalla ceramica alla pittura, al cinema, ma soprattutto si stava dedicando da tempo, con maggiore impegno, alla scrittura. Questo suo fervore, questo suo bisogno si leggeva in ogni suo sguardo, in ogni pausa del suo dire, in ogni sua comunicazione fisionomica.

Torsello ha pubblicato libri di poesie fin dal 1980, non è un libro d’esordio, ma, oserei dire che questo non è neanche un libro di poesie. Il linguaggio usato non ha una metrica o una ricerca chiusa nella poetica classica, non c’è una ricerca semantica o uno studio semasiologico innovativo. Qui l’Autore, con semplicità, umiltà e dedizione, ha cercato sé stesso attraverso una cascata di pensieri riguardanti l’esistenza, la società che si disgrega, la nostalgia della giovinezza, l’amore per la natura, la speranza invisibile dentro un futuro complesso. Le sue deduzioni, sempre coerenti, vanno a comporre un mosaico di umanesimo, condito da tasselli neri e celesti, che si rincorrono in un ideale disegno di identità. Questa parola, identità, è forse il segno che lega tutte le poesie, a volte nostalgiche e decadenti, altre volte rivolte ad una critica sociale tendente ad una nuova visione del mondo.

 

«Percorrere sentieri sempre nuovi, privi di muriccioli a secco, senza i quali è infinito tutto quello che non s'allinea ai nostri sguardi» scrive Torsello in una sua poesia, dove questo turbinio di sentimenti alternati e frustati è reso visibile e chiaro agli occhi del lettore. Ma c’è, come dicevo, anche una ricerca introspettiva, perché tutto si riporta dentro di sé, contenitore universale del bene e del male: «Perché chiedersi della propria natura, se si è coscienti di essere, e perché volere a tutti i costi essere ciò che non si è?» «Quello che ho compreso della vita è che nemmeno l'alba è sincera, giacché poi ti regala un giorno completamente diverso da quello che ti aveva promesso».Sono due passi di due diversi componimenti che danno la misura della profonda necessità di capire, cercare i perché e le risposte, intuire che il mondo sta andando in una direzione diversa da quella che ti eri immaginato.

 

Luigi Torsello ha inteso titolare questo libro «Fra i muri del Salento» non tanto nell’esaltazione della bellezza della natura e delle opere umane presenti nel suo natio angolo di terra, quanto per sottolineare la sua appartenenza, per dare finalmente una dimensione al suo essere, per definire il suo stato identitario, che ha bisogno della natura che lui conosce come bontà fanciullesca e della socialità che lui spera sia ancora vitale. Non è un titolo casuale, è il ritorno alle origini, forse un’illusoria malinconia fanciullesca, dove correre tra rovi e muri antichi sembrava già sinonimo di felicità. Luigi sta facendo un suo originale percorso poetico, forse in via di affinamento, ma certamente vero, senza infingimenti, senza sopravalutazioni dell’esistente, con quel malcelato disincanto che può solo creare benefici personali e collettivi.

 

Alfredo De Giuseppe

ARTICOLO PUBBLICATO SUL PERIODICO 39° PARALLELO

A CURA DI CONCETTINA CHIARELLO

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